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Direttore Dott. Leonardo Paloscia


Unità di Terapia Intensiva Cardiologica e Cardiologia Interventistica
Cardiopatia Ischemica


Principali Manifestazioni

Angina pectoris stabile
Dolore toracico sempre dello stesso tipo di intensità. Il dolore può manifestarsi come senso di fastidio, oppressione, costrizione, bruciore al torace e bruciore irradiato al braccio sinistro, o al giugulo, o allo stomaco. Generalmente insorge dopo sforzi, o dopo pasti abbondanti o in seguito al freddo, o dopo un'emozione; dura pochi minuti, massimo 15 minuti, e regredisce fino a scomparire spontaneamente o 1-2 minuti dopo l'assunzione di farmaci coronarodilatatori.
Ha un decorso di meno complicato e più facilmente controllabile rispetto alle altre forme di cardiopatia ischemica, per cui è necessaria l'assunzione di farmaci vasodilatatori, controllare gli eventuali fattori di rischio coesistenti (ipertensione, diabete, fumo, ipercolesterolemia) e sottoporsi a frequenti controlli cardiologici.

Angina instabile
Quadro clinico caratterizzato da una sintomatologia molto più varia. Infatti, il dolore può insorgere anche a riposo senza alcuna relazione con eventi particolari, in qualunque ora del giorno o della notte, ed ha una durata spesso di superiore alla forma stabile, massimo 15 minuti. Spesso esso è resistente alla somministrazione di farmaci coronarodilatatori sub-linguali e pertanto è sempre consigliato il ricovero in ambiente ospedaliero. Ha un decorso più complesso, con un'insorgenza atipica ed improvvisa del dolore, ed il decorso può essere spesso complicato da aritmie atriali e/o ventricolari talvolta minacciose, insufficienza cardiaca e, se si prolunga eccessivamente può degenerare nel quadro più grave dell'infarto cardiaco.

Infarto miocardico
Quadro clinico caratterizzato dalla occlusione (dovuto ad un trombo) di una o più arterie coronariche, o da uno spasmo coronarico prolungato tale da condurre a morte (necrosi) un distretto di cellule miocardiche vascolarizzato dall'arteria coronaria interessata dall'occlusione. Più sono le arterie coronarie colpite maggiore sarà il danno cardiaco il quale è a sua volta direttamente proporzionale alla durata dell'ostruzione. Il dolore dell'infarto miocardico è spesso acuto e si manifesta come senso di bruciore intenso, o dolore trafittivi, o oppressivo con frequente irradiazione al braccio sinistro, al collo, alle spalle. Ha una durata prolungata (anche 1-2) e non regredisce dopo l'assunzione dei farmaci coronarodilatatori sub-linguali. Quando viene sospettato un infarto è fondamentale raggiungere un pronto soccorso in brevi tempi in quanto il decorso può essere severamente complicato fino all'exitus. Frequente è infatti la comparsa di aritmie ventricolari minacciose, o l'insufficienza ventricolare. Oggi la somministrazione di farmaci detti trombolitici (in quanto sciolgono il trombo) ha migliorato notevolmente il decorso clinico del paziente infartuato. Ma per avere un buon risultato terapeutico è importante iniziare la terapia trombolitica entro 3-4 ore dall'insorgenza dei sintomi. Infatti dopo 12 ore l'efficacia è scarsa in quanto già esisterà un danno miocardico irreversibile (necrosi cellulare).



La terapia nella cardiopatia ischemica può essere medica e chirurgica.

La terapia medica viene impostata nei casi di angina stabile e si avvale di farmaci vasodilatatori arteriosi e coronarici che riducono il consumo di ossigeno del cuore, e dell'uso della "aspirina" che riduce il rischio di trombosi coronarica.

La terapia chirurgica è necessaria qualora la terapia medica non dà risultati accettabili tale da garantire una buona qualità di vita ed un alto indice di sopravvivenza a distanza. In alternativa all'intervento chirurgico di "bypass-coronarico" si potrebbe effettuare l'angioplastica che consiste, con una procedura simile alla coronarografia, nel dilatare con un piccolo palloncino i restringimenti coronarici. Anche questa procedura non è esente da rischi e, attualmente, ha superato nei paesi più sviluppati, il numero dei by-pass. L'intervento chirurgico di by-pass ha attualmente dei rischi bassissimi (2-3%) variabili in base alle condizioni di base del paziente e richiede una degenza post-operatoria di 5-6 giorni. Generalmente dopo l'intervento chirurgico i pazienti possono continuare a praticare anche una terapia media come supporto ai by-pass, e cardine fondamentale della terapia, rimane la somministrazione di aspirina.

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